Peeling acido mandelico

Cos’è l’acido mandelico?

L’acido mandelico è un’alfa idrossiacido “AHA” estratto dalle mandorle amare. Come in altre tipologie di caustici, l’ acido mandelico viene utilizzo nel trattamento di flaccidità cutanea, rughe e linee superficiali, texture irregolare ed acne. Tuttavia, grazie alla propria struttura molecolare, a differenza di altri trattamenti  (come peeling chimici a base di acido glicolico o azelaico ad esempio), l’acido mandelico presenta il vantaggio di non esser fotosensibilizzante e quindi utilizzabile in tutte le stagioni.

Inoltre, nonostante si distingua per le elevate capacità esfolianti, l’acido mandelico è meno aggressivo, con  effetti collaterali del tutto limitati o assenti.

Altra caratteristica che lo distingue dagli altri caustici è la grandezza della sua molecola: risulta essere maggiore rispetto ad altri caustici (come glicolico e piruvico ad esempio) e ciò si traduce in una minor capacità di penetrazione, con conseguente efficacia per lo più superficiale.

Per questo motivo spesso l’acido mandelico viene associato nel suo utilizzo assieme ad altri caustici, come il salicilico per un trattamento ad azione levigante o piruvico per un trattamento ad azione ristrutturante e depigmentante.

La non fotosensibilità, la meno aggressività e la sua minor capacità di penetrazione, lo identificano quindi come un peeling a leggera intensità, ideale per tutti i fototipi (dalle pelli più chiare fino a quelle più scure).

Peeling con acido mandelico

Date le sue caratteristiche, il peeling con acido mandelico viene utilizzato nel trattamento di:

Perdita di tonicità: con il passare dell’età, i fibroblasti rallentano la propria attività, con conseguente calo nella produzione di collagene ed elastina. Diminuendo il numero e la dimensione delle proteine strutturali, si verifica un vero e proprio assottigliamento del derma con perdita di tono (diminuzione di collagene) ed elasticità (diminuzione di elastina).

Inoltre, la minor espressione dei geni coinvolti nelle funzioni delle cellule cutanee, determina un rallentamento del turn-over cellulare, che porta ad un accumulo di cellule morte nello strato più esterno della pelle (strato corneo). Si ha quindi, oltre ad un “cedimento strutturale”, anche un ispessimento della pelle. L’acido mandelico stimola l’attività dei fibroblasti nella sintesi di nuovo collagene ed elastina, ripristinando i livelli delle componenti strutturali dermiche;

Linee e rughe superficiali: gli alfa idrossiacidi accelerano il turn over cellulare e tramite esfoliazione rimuovono le cellule morte presenti sull’ epidermide. L’acido mandelico inoltre aiuta anche a rafforzare il collagene, uno degli elementi costitutivi della rete di sostegno della pelle. Questi fattori aiutano a prevenire il processo che porta alla formazione delle rughe;

Texture irregolare: l’ esfoliazione indotta dall’acido mandelico porta alla rimozione delle cellule morte in superficie, che apparirebbero altrimenti di colorito spento. Rimuovendo questo strato superficiale, la pelle apparirà più compatta e luminosa;

Acne: l’acido mandelico, seppur utilizzato principalmente in trattamenti anti-aging e in minor modo uniformanti della pigmentazione, presenta un effetto batteriostatico e sebostatico, utile anche nel trattamento di pelli che presentano acne e pelle grassa. Sono proprio tali proprietà antibatteriche che rendono l’acido mandelico indicato anche nei trattamenti dell’acne (anche cistica) e nel regolare la produzione di sebo.

Come viene effettuato il trattamento viso all’acido mandelico?

Acido mandelico 50 come usarlo

1. Diagnosi ed analisi della pelle: tenere in considerazione il fototipo (da I a VI), tipologia di pelle, età del paziente, varie ed eventuali infiammazioni e infezioni in atto, trattamenti pregressi ed eventuale assunzione di farmaci contenenti vitamina A e derivati o chemioterapici nei precedenti sei mesi;

  • Fototipo I-II: pelli molto chiare e chiare, capelli biondi o rossi, molto sensibili al sole, abbronzatura scarsa se non assente con eritemi e scottature.
  • Fototipo III-IV: pelli leggermente scure, capelli biondo scuro o marroni, normalmente sensibili al sole, abbronzatura moderata assumendo un leggero colorito.
  • Fototipo V-VI: pelli scure e molto scure, capelli neri, abbronzatura immediata e pochissimo rischio di scottature.

2. Rimuovere ogni traccia di make up su viso e collo con latte detergente a risciacquo;

3. Tamponare perfettamente la parte da trattare con una garza sterile;

4. Applicare la soluzione sgrassante a base di Acido Salicilico con una garza sterile, evitando il contorno occhi e mucose;

5. Applicare il peeling all’acido mandelico con un pennello a ventaglio (su viso, collo, decolleté, mani, ecc…), in una quantità di 2-3 ml massimo, prestando cura all’omogeneità di applicazione;

6. Il tempo di posa prima di neutralizzare il caustico dipende da: tipologia di peeling, numero di strati (layers), grado di eritema, risultato da ottenere. Il tempo di posa può variare da 10 fino a 40 minuti;

7. Neutralizzare con lo spray neutralizzante post-peeling e risciacquare con acqua;

8. Applicare un prodotto contenente principi attivi come acido ialuronico, collagene, proteoglicani o vitamine in genere e massaggiare fino a completo assorbimento;

9. Applicare una maschera lenitiva e lasciare in posa 15-20 minuti per poi massaggiare fino ad assorbimento l’eventuale rimanenza di prodotto;

10. Terminare la procedura applicando un filtro solare protezione 50+;

11. Consigliare per il trattamento domiciliare la detersione della zona trattata con latte detergente e successiva applicazione di tonico, crema lenitiva e filtro solare protezione 50+.

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